Archivio: Chiese

Chiesa di San Biagio

La chiesa di San Biagio sorge entro uno spazio urbano che presenta caratteristiche geometriche ben definite e non riscontrabili in altre parti del centro storico di Montalbano Elicona. L’edificio, oggi proprietà privata, fu costruito nel 1590. Presenta un prospetto a capanna su cui spicca una finestra rettangolare definita da cornice lineare in pietra, probabilmente inserita con un intervento realizzato nel 1800.

Presbiterio chiesa di San Biagio – oggi adibita a deposito. Foto di Francesca Bisbano

La facciata manca del cornicione di coronamento e la semplicità plastica delle forme lascia intendere una minore importanza rispetto alle altre chiese già esistenti. L’interno è a unica stanza, separata da un portale in pietra con il presbiterio di altezza maggiore rispetto alla navata che costituisce il corpo del fabbricato.

Lo storico Minissale parla di chiesa “con Cappella e nicchia”, dentro la quale era riposta “la statua del santo (San Biagio) sopra l’altare”. Dell’antica struttura si conserva ancora intatto il presbiterio con portale d’accesso ad arco a sesto ribassato e uno stemma nella chiave di volta. In alto fra una sequenza di raffigurazioni intercalate da ricami ovoidali sono riconoscibili volti di santi e in particolare quello  di San Giovanni.

Tracce di affreschi evanescenti si scorgono poi sui alcune pareti, mentre una piccola acquasantiera in granito rossiccio è incastonata sul muro di facciata interno dell’ingresso della Chiesa di San Biagio.

Francesca Bisbano

Bibliografia:

“Un segno…un borgo Montalbano Elicona” di Giovanni Pantano

“La mia patria” dell’arciprete Francesco Minissale

 

 

 

 

 


La chiesa di San Michele

La Chiesa di San Michele, edificata nel XIII secolo, è il primo edificio religioso eretto fuori dal nucleo fortificato del borgo di Montalbano.

Dedicata all’omonimo santo, il cui culto è di origine orientale, nel tempo ha avuto destinazioni diverse. Fino al 1740 ad essa era annesso un edificio laterale, quale Ritiro dei Preti e nel 1878 diventa “Campo Santo Provvisorio”.

Oggi la chiesa di San Michele si presenta con prospetto a capanna, in muratura con pietrame a vista, organizzata con un semplice portale litico su cui si apre una finestra rettangolare. Un tempo la parte corrispondente al presbiterio, presentava un’altezza maggiore rispetto al resto del fabbricato.

L’interno è ad unica navata delimitata verso il presbiterio da un muro su cui si apre un portale del XVII secolo. Una grande nicchia a sezione rettangolare si staglia sull’altare, mentre sotto il pavimento s’intravede la cripta utilizzata come ossario.

Nel 1844 la nobile Mariannina Mastropaolo seppellì in questa chiesa la sorella Serafina. Nella tomba vi era un cunicolo che passava sotto la sagrestia. Che la galleria sia stata un’esclusiva pertinenza sepolcrale o in epoca precedente sfruttata come via di fuga, si disconosce l’origine. Certo è che nel 1995 è stata dismessa per realizzare il massetto a base dell’attuale pavimentazione.

Sul finire del 1800 l’edificio divenne sede della Confraternita del Santissimo Sacramento, poi luogo d’incontro dei Giovani dell’Azione Cattolica. Dopo il terremoto del 1908 iniziò il suo lento ed inesorabile decadimento, finché nel 2006 completamente ristrutturata è stata restituita alla memoria collettiva come luogo ricreativo.

Dall’ottobre 2015 a quello del 2016 nella chiesa di San Michele è stata allestita da Monsignor Benedetto Rotella con il patrocini della Soprintendenza di Messina la mostra di parati sacri dal titolo “Magnificenza dell’Arte Sacra”      

Francesca Bisbano

Notizie storiche tratte da : “un segno…un borgo Montalbano Elicona” di Giovanni Pantano


La Chiesa di San Niccolò Vescovo

La Chiesa di San Niccolò Vescovo

L'interno della basilica minore

L’interno della basilica minore

La Chiesa di San Niccolò Vescovo, Basilica minore dal 1997, è la chiesa più grande di Montalbano e risale alla prima metà del 1600. Essa sorge sui resti di una chiesetta dedicata a San Pietro, edificata nel 1210 dai sovrani, che in Sicilia avevano la Legazia Apostolica.

Nel 1646 l’assetto originario dell’edificio con un presbiterio di rito greco fu ampliato. Nello stesso anno venne cambiato ortogonalmente il suo orientamento e la pianta fu suddivisa in tre navate, delimitate da due file monolitiche in calcare con i capitelli in stile corinzio, sostenenti archi a tutto sesto.

Tra il 1665 e il 1673 per volere dell’arciprete Leonardo Saccone, fu eretto l’imponente campanile, che ben si armonizza con l’insieme d’elementi funzionali e decorativi, che arricchiscono il prospetto anteriore. Da notare è la stilizzazione dei portali in pietra da taglio e l’ingresso principale, datato 1661.

Oggi la Basilica minore di Santa Maria Assunta e San Nicolò Vescovo o chiesa Madre custodisce numerose opere d’arte, tra cui:

crocifisso

Il crocifisso ligneo

  • La Statua di San Nicola in Trono di Giacomo Gagini (1587), con le formelle del basamento che narrano la vita e i miracoli del Santo
  • Il ciborio della cappella del Santissimo Sacramento, anch’esso di scuola Gaginiana
  • Il Cristus Patiens, crocifisso ligneo del 1500 attribuito a Giovanello de li Matinati
  • L’originale reliquia con la pedata del Beato Fra Bartolomeo da Montalbano
  • L’altare maggiore in legno dorato con la Coena Domini di Ponce de Leon del 1720 e il Retablo con la Tela dell’Assunzione del 1670
  • Le statue dei Santi Pietro e Paolo sempre del 1670
  • La statua dell’Immacolata del XVI secolo e quella si Sant’Antonio del 1532.

nonché una collezione di parati sacri dal XVI al XIX secolo (vesti liturgiche con tessuti serici eseguiti a telaio ed abiti con ricami dei maestri messinesi e palermitani) attualmente in mostra a San Michele e numerosi atti storici e notarili, che testimoniano le vicende della comunità locale.

Francesca Bisbano


Particolare della Chiesa Santa Caterina

La Chiesa di Santa Caterina

Ricostruita nel 1344 d.C. la chiesa di Santa Caterina è tra gli elementi architettonici più significativi del borgo. Un’unica navata con la sagrestia interposta tra il presbiterio (ricavato da un antico torrione aggettante la cinta muraria) e il restante avancorpo, suggerisce una pianta complessa.

Vita di Santa Caterina

Il prospetto è quanto, invece, lascia intravedere meglio i cambiamenti intervenuti nel corso del tempo. Dal portale apparentemente romanico, ma riconducibile al gotico catalano (in stile a metà tra quello di Saint Feliu nei Pressi di Barcellona e dell’abbazia di Cati a Valencia), alle mensole e la modanatura rinascimentale, dal merlo ghibellino in antefissa, all’acroteio e le velette campanarie che fanno pendant con la merlatura del castello, l’insieme di tecniche e linee diverse, suggerisce un’incredibile armonia delle forme.

 

Santa Caterina

Santa Caterina

Indicativi ed eterogenei sono poi i segni che si sorgono all’interno dell’edificio, quali i sostegni scolpiti dalle capriate seicenteschi, i capitelli delle colonne al limite della navata con gli abachi espansi, da cui parte l’arco trionfale a scacchiera dalle modanature spigolose (come in Santa Maria dei Miracoli a Siracusa) e la volta a crociera del presbiterio, che riporta alle costruzioni federiciane. “Un piccolo manuale di storia dell’arte”, come spesso la si è appellata, che custodisce ancora intatta la pregiata statua marmorea di Santa Caterina medesima, con gli occhi rivolti al cielo prima di affrontare il crudele martirio. La scultura attribuita alla scuola del Gagini, non è la sola opera di pregio nella chiesa, poiché il parapetto dell’altare reca una “Cena Domini” della scuola di Guido Reni.

Curiosità: Qualche appassionato di storia locale ha avanzato l’ipotesi, che la Chiesa di Santa Caterina, insieme a quella dello Spirito Santo (con la quale presenta parecchie affinità architettoniche), la ricostruita Chiesa di San Michele e l’ormai rudere della Chiesa di San Biagio, per la posizione occupata, la pianta a “tau” e l’esposizione ad est, fossero state edificate sulle rovine di antichi tempi pagani, delimitanti la spianata a ridosso del borgo fortificato sulla quale poi nel 1926 fu edificata l’odierna piazza cittadina.

Francesca Bisbano