Seconda edizione di PANES : la festa del pane di Montalbano Elicona



Panes, la festa del pane di Montalbano Elicona: produzione e degustazione del pane in piazza, con rievocazione di scene di vita agreste, mostra di attrezzi antichi e rito della trebbiatura



Torna giovedì 25 agosto l’appuntamento con Panes, la Festa del Pane di Montalbano Elicona.

Giunto alla sua seconda edizione, l’evento promosso dall’Associazione Culturale Giovan Guerino, farà rivivere in Piazza Maria SS della Provvidenza, scene di vita agreste e attività legate alla terra.

In viaggio a ritroso nel tempo, quando il lavoro nei campi era fatica e divertimento, i contadini montalbanesi vestiranno abiti tradizionali. Inforcate falci e forconi, gli uomini riprodurranno i riti della “spagliara” e della “pesara” (trebbiatura con capestio), con i muli che gireranno in tondo pigiando il frumento. Le donne, invece, impasteranno il pane, secondo l’usanza locale: dalla cernitura della farina “cu crivellu” (setaccio per togliere la crusca) all’impasto nella “mailla”, con farina, acqua calda, sale e aggiunta “ru criscienti” (lievito consistente in un piccolo pezzo d’impasto di pane, lasciato inacidire).

Festa del pane a Montalbano Elicona 2016

Fatto lievitare naturalmente e infornato sul posto, il pane potrà essere gustato direttamente presso gli stand dell’associazione. Si potranno così apprezzare sapori unici, con la degustazione della “guastella” condita e antiche fantasie di ricette locali.

L’incontro che propone al visitatore occasione di svago, assume contemporaneamente una funzione educativa. Durante la rievocazione, infatti, i partecipanti potranno conoscere le varietà più antiche di grani, ancor oggi custodite e coltivate per uso domestico dagli abitanti di Montalbano, nonché rivivere tra sacro e profano il ricordo di un modo di essere nella cultura popolare siciliana.

Ospite d’eccezione Greta Cacciolo, vincitrice del cinquattottesimo Zecchino D’oro e Mario Incudine che, per il cartellone degli eventi estivi montalbanesi, chiuderà la serata in concerto.

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C’era una volta il pane di Montalbano, video :

“Pietre&Stelle 2016”: nuove prospettive di studio su Argimusco, la Stonehenge Siciliana

Tra miti e misteri i Megaliti dell’Argimusco nel comune di Montalbano Elicona, eletto “Borgo dei Borghi 2015”, rappresentano uno dei luoghi più suggestivi della Sicilia. Il sito dall’origine dibattuta, fra chi lo considera un “Osservatorio Astronomico Naturale” e chi “opera d’Alchimisti medievali”, diventa oggetto di nuove prospettive di studio.

Si è svolto infatti, venerdì 19 agosto al castello Federico II di Montalbano Elicona, il terzo appuntamento del Festival “Pietre&stelle 2016”, con tema “L’Argimusco: Pietre e Culto dell’Acqua alla corte di Aragona”.
Sotto la direzione del dottor Andrea Orlando che nel 2004 al congresso internazionale di astronomia culturale dell’Università La Valletta di Malta, presentava la prima pubblicazione accademica su l’Argimusco, si sono ripercorse le tappe fondamentali della sua storia.

Solstitium_Argimusco_2014Tutto iniziò quarantanni fa con le intuizioni Professore Gaetano Maurizio Pantano, confluite poi nel saggio Megaliti di Sicilia del 1994 e sviluppate dal Professore Giuseppe Todaro. Oggi le ricerche del Dottor Orlando, si basano sull’analisi delle carte topografiche, come quella del “Regnum Siciliae” di Gerardo Mercatore del 1589 e diversi toponimi che segnalano la presenza presso Argimusco, di una fonte d’acqua particolare, utilizzata fin dall’antichità. I risultati sono stati conseguiti con l’impiego di nuove tecniche di indagine scientifica, quali il telerilevamento, il geo-radar e l’archeoastronomia, nonché attraverso un’approfondita indagine geologica, curata dal dottor Davide Gori, geologo e vice presidente dell’Istituto di Archeoastronomia Siciliana.

Dai reperti pervenuti dalle aree circostanti, non andrebbe esclusa un’antropizzazione dell’Argimusco, durante l’età del Bronzo. E’ probabile che l’area, sia stata utilizzata come luogo di sepoltura, una sorta di necropoli sacra d’altura. Ancora si ritiene che lo stesso, sia servito all’uomo per osservare i cieli e determinare l’alternarsi di cicli e stagioni.

In attesa che si effettuino scavi archeologici, per datarne l’esatta frequentazione, il dottor Orlando ha dichiarato: “L’Argimusco ha grandissime potenzialità dal punto di vista turistico e culturale, bisogna lavorare in sinergia con enti ed istituzione per rendere tale area tutelata e fruibile al pubblico nazionale ed internazionale. Voglio infine ringraziare l’Amministrazione Comunale e in particolare il Sindaco Dott. Filippo Taranto, per la sua grande disponibilità e sensibilità culturale”.

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