ARGIMUSCO PATRIMONIO UNESCO? GLI ARCHEOLOGI : C’E’ ANCHE LA PRESENZA UMANA

ARGIMUSCO PATRIMONIO UNESCO? GLI ARCHEOLOGI : C’E’ ANCHE LA PRESENZA UMANA

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Le osservazioni degli esperti confermano l'esistenza di tracce umane nell'area, ma per stabilirne l'orgine serve una seria campagna di scavi e l'appoggio della Regione Sicilia

Pareri positivi sono stati espressi, oggi sul sito naturalistico siciliano di Argimusco al meeting internazionale ICHAM-ICOMOS promosso dal Comune di Montalbano Elicona dal 25 al 28 ottobre al castello Federico II.

L’area candidata ad entrare nella world heritage list è stata ufficialmente presentata alla comunità scientifica dal sindaco Filippo Taranto e dal team coordinato dal consigliere Ermina De Francesco. “Posso dire con sicurezza che Argimusco merita d’essere inserito nei siti Unesco, perchè è eccezionale” ha dichiarato Jhon Peterson presidente Icham. Ed è questa eccezionalità a colpire soci e rappresentanti ICOMOS, gli archeologi e gli esperti coinvolti dall’Icham che non escludono la presenza umana sul luogo.

Che si tratti di un calendario astronomico o di un capolavoro di medicina astrale medievale non è dato saperlo. I pochi elementi valutati dai partecipanti non possono offrire certezza assoluta, nonostante l’archeoastronomo Andrea Orlando sostenga la bontà della tesi preistorica sulla base del ritrovamento di un frammento di ossidiana durante gli accertamenti effettuati sul posto.” Ci sono anche reperti ceramici tipici dell’età greco-ellenistica. In quel periodo Argimusco faceva parte della città di Abakainon della quale i resti sono stati trovati a Tripi” continua Orlando. Osservazione che se non risolve il mistero delle rocce, proietta il comune nebroideo in un’ottica di sviluppo più ampio, quella di collegamento con Tindari e i comuni di Tripi e Novara di Sicilia.

Dibattiti a parte che potranno essere dissipati solo dopo un’accurata campagna di scavo come sottolinea l’archeologo Stefano De Caro, direttore generale ICCROM, quel che è certo è che il Convegno apre la strada verso la rivalutazione dell’altopiano. E se entrare in Unesco è opera dura, quanto pionieristica è certo che l’amministrazione potrà contare sull’appoggio della Regione Sicilia. “Siamo orgogliosi di avere in Sicilia il numero di siti maggiore patrimonio Unesco” conclude l’assessore ai beni culturali e all’identità siciliana, Sebastiano Tusa “Noi come Regione faremo il necessario e lo inseriremo sicuramente tra i siti da evidenziare e valorizzare per diventare patrimonio Unesco” .

Francesca Bisbano


TREKKING DELL’EQUINOZIO DI PRIMAVERA

A Montalbano Elicona riparte la stagione escursionistica, con un evento per scoprire gli angoli più suggestivi dei Nebrodi

 

In cammino fra alberi centenari e rocce modellate dal vento, sabato 17 e domenica 18 marzo 2018, il “trekking dell’equinozio di primavera” aprirà la stagione escursionistica nel comune di Montalbano Elicona. L’evento organizzato dall’associazione pfm interesserà il paese, la riserva Orientata del Bosco di Malabotta e i Megaliti di Argimusco.

Campanile della Chiesa Madre – Foto di Francesca Bsibano

L’abitato di Montalbano, Borgo più Bello d’Italia 2015, conserva un impianto tipicamente medievale e la prima attestazione scritta della sua esistenza si ha nell’XI secolo, sotto la dominazione normanna. Oltre il castello, particolare interesse rivestono i portali barocchi di Casa Miligi e Ballarino-Luraschi, i quartieri popolari Serro e Livatera, i punti panoramici del Belvedere che guarda alle isole Eolie, le chiese di San Domenico, Santa Caterina, San Michele, Spirito Santo e la Matrice che custodisce diverse opere d’arte. Tra queste : un crocifisso ligneo del ‘500, un San Nicola in trono di Antonello Gagini e varie tele del 1700. Chi visita il borgo ha quasi la sensazione di tornare in dietro nel tempo. Impressione che diventa reale, quando si accede al museo di archeologia applicata Medioexpo. Le fedeli riproduzioni di abiti medievali, arti e mestieri dell’epoca, offrono al turista la possibilità di vivere un’esperienza unica nel suo genere.

Argimusco: Il megalite dell’Aquila guarda L’Etna
Foto di Francesca Bisbano

La Riserva Orientata del Bosco di Malabotta, invece, si contraddistingue per il suo eccezionale valore ambientale. Peonie, biancospino, ginestre e rosa canina, compongono il sottobosco, mentre una ricca e variegata flora di felci, pioppi neri e salici, costeggiano i torrenti Licopedi, Pistone e Fontanazza. Al contempo l’Altopiano dell’Argimusco (pre-riserva di Malabotta) è conosciuto da molti come la Stonehenge siciliana. In assenza di studi ufficiali si ritiene che i monoliti/megaliti non abbiano un allineamento casuale e che si tratti di un calendario astronomico naturale.

Il programma del trekking dell’equinozio si svolgerà con le stesse modalità, per tutto il weekend. Al mattino dopo il ritrovo dei partecipanti presso l’Osservatorio Turistico (ore 09,00) si potrà scegliere fra l’escursione al Bosco di Malabotta- Sentiero dei Patriarchi o la visita al centro storico, con accompagnatore in costume. Pomeriggio dalle ore 15,45 alle 18,00 si svolgeranno le passeggiate ad Argimusco, per aspettare il tramonto ai piedi dell’orante.

Francesca Bisbano

 

Per maggiori dettagli leggi il programma del Trekking dell’Equinozio di Primavera


I megaliti dell'argimusco. foto di silvio scuto

I Megaliti dell’Argimusco

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I Megaliti di Montalbano Elicona sono roccioni di arenaria quarzosa, modellati in forme  suggestive, in contrada Argimusco, a circa 6 km da Montalbano, vicino al  Bosco di Malabotta.

La tradizione popolare e alcuni studiosi di storia locale hanno identificato diverse figure nelle forme delle rocce. A molti menhir è stato dato un nome e un'”identità” tradizionale: scoprile con noi.

L’aquila

L’Aquila è uno dei Megaliti di Montalbano Elicona più famosi e belli, anche perché è quello più facilmente riconoscibile, con il becco che punta verso l’Etna, visibile sullo sfondo da chi arriva dalla strada.

L'Aquila, forse il più famoso dei megaliti dell'Argimusco

L’Aquila, forse il più famoso dei megaliti dell’Argimusco

L’orante

Anche l’Orante (o Dea Neolitica) è una tra le rocce più conosciute del sito, parte della cosiddetta Rupe dell’acqua. Dal fianco sembra una figura femminile in atto di preghiera (appunto, “orante”), con le mani giunte e il volto rivolto a est.

L'Orante, uno dei più affascinanti Megaliti di Montalbano Elicona

L’Orante

Il sacerdote

Questa roccia è nota anche con il nome de il Guerriero. Vista da nord ricorda un viso umano allungato, con un foro in corrispondenza dell’occhio. Secondo alcuni studiosi l’occhio era legato a un possibile uso astronomico della roccia.

Il sacerdote, uno dei Megaliti di Montalbano Elicona

Il sacerdote

Il maschile e il femminile

Proprio all’ingresso del sito si trovano due rocce di forma allungata, la cui forma  richiama i simboli sessuali maschili e femminili. Secondo un’altra ipotesi le forme richiamerebbero invece una Civetta (o un Leone) e un Pellicano.

Il Leone e il Pellicano

Il Leone e il Pellicano

La Torre 

La Torre è una roccia di forma cubica, nota anche come grande sedile.

Il grande sedile

Il grande sedile

La Vasca


La vasca non è una megalite, ma una cavità rettangolare intagliata nella roccia, dalle dimensioni di circa 1,5 X 0,5 metri, ubicata proprio sopra la testa dell’Orante. L’uso non è chiaro. Forse era una vasca per la raccolta delle acque piovane, forse una vasca per riti battesimali o di guarigione o una tomba rupestre. E’ la più grande delle vasche e cavità artificiali presenti nel sito.

La vasca sull'Orante

La vasca sull’Orante

Il Babbuino

Il babbuino è una piccola roccia affiorante (piccola al confronto con le altre megaliti)  che ricorda vagamente il viso di un babbuino.

Il babbuino

Il Babbuino

Il Corvo

[in arrivo]

Il Teschio

[in arrivo]

Concludiamo presentandovi il bellissimo video di un breve viaggio tra i megaliti dell’Argimusco. Riprese aeree, regia e montaggio di Fotocolor Munnia.


I megaliti dell'argimusco. foto di silvio scuto

“I megaliti dell’Argimusco: Tra storia Scienza e Miti”



A Messina incontro, promosso dal Comune di Montalbano Elicona, per discutere le potenzialità turistico-attrattive del sito



Dalle Grotte della Gurfa (PA) al Monte San Basilio (CT), dalla Rocca di Cefalù a Monte

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Orante – Foto di Eugenia Bavastrelli

Giglione (Oliveri-Falcone) alla Grotta Mandra (Barcellona P.G.-Castroreale), in Sicilia sono moltissimi i luoghi misteriosi dalle origini antiche.

Fra le aree rivalutate e quelle che attendono di essere restituite alla memoria collettiva, la contrada Argimusco poco distante dal centro di Montalbano Elicona, eletto “Borgo dei Borghi 2015”, spicca per originalità. Studi passati e recenti ipotizzano una sua antropizzazione sin dall’epoca Neolitica e attualmente pur non essendo mai stati compiuti scavi archeologici ufficiali, si crede sia un antico calendario astronomico. La natura infatti lo ha dotato di un rilievo esclusivo, in quanto sul profilo orientale la Rocca Salvatesta a dominio del borgo di Novara di Sicilia, funge da indicatore equinoziale. Coppe e formelle intagliate sulle rocce suggeriscono poi l’esistenza di un primitivo sistema di misurazione delle piogge, mentre la vasca rettangolare sulla rupe dell’Orante potrebbe essere stata destinata alla celebrazione di culti mistico-religiosi.

Ancora l’Argimusco fa parte della pre-riserva del Bosco di Malabotta, uno dei più grandi contenitori di biodiversità animale, vegetale e forestale dell’intero bacino mediterraneo. Numerose sono le erbe benefiche che crescono sull’altopiano, pante che tra l’altro conservano un altissimo valore simbolico. Quest aspetti insieme alle problematiche legate alla fruizione turistica del sito, saranno trattati, venerdì 2 dicembre, nel convegno: “I megaliti dell’Argimusco- tra storia, scienza e miti”.

L’evento patrocinato dal comune di Montalbano Elicona in collaborazione con l’A.S.A.S. (Associazione Siciliana Arte e Scienza) l’università e l’amministrazione comunale di Messina, si terrà Venerdì 2 dicembre,  presso il Salone delle Bandiere di Palazzo Zanca, ore 16,30.

Dopo i saluti istituzionali dei sindaci Filippo Taranto di Montalbano Elicona e Renato Accorinti di Messina, interverranno Maurizio Gaetano Pantano, autore del libro Megaliti di Sicilia, Nicola D’Amico, dottore in Scienze Naturali e guida turistico-ambientale e il dottor Giovanni Albano, direttore ASP 5 Messina e cultore di storia locale. Modera la dottoressa Alba Terranova.

Francesca Bisbano

In allegato la locandina dell’evento:

locandina_convegno_argimusco_messina


Cielo stellato sopra l'Argimusco

Il potere curativo della liberazione



VICKI NOBLE e IL LINGUAGGIO ANTICO DI MADRE TERRA

Equinozio d’autunno 24 e 25 settembre tra Argimusco (Montalbano Elicona ME) e Etna (Nicolosi CT)



vicki noble

Vicki Noble

Femminista, scrittrice e studiosa delle culture matrifocali, Vicki Noble arriva in Sicilia con un weekend interamente dedicato alle donne.

Due incontri: uno a Montalbano Elicona, l’altro a Nicolosi daranno voce alle culture che onorano la Terra in armonia con tutte le sue creature. Così sabato 24 e domenica 25 settembre la nota saggista americana, terrà un seminario sul linguaggio antico della Terra.

Non si tratta di ritornare al passato, ma di scoprire un nuovo rapporto con la natura e ritrovare il giusto equilibrio interiore. Sui Crateri dell’Etna e nell’anfiteatro naturale dell’Argimusco, considerato da molti un calendario solare-lunare, con canti, danze, meditazioni e rituali in movimento, si celebrerà dunque l’arrivo dell’autunno per entrare in sinergia con il creato.
Contemporaneamente sotto l’efige della Donna Orante che da Argimusco volge lo sguardo alle isole Eolie, si ripercorreranno le orme di Eleonora D’Angiò, Regina di Trinacria, che si ritiene avere un legame particolare con i megaliti di Montalbano.

Da qualche anno la Noble si dedica allo studio delle Dakini, divinità femminili di origine tibetana che rappresentano una sorta di icona della libertà femminile. Riadattandone le caratteristiche al concetto di femminino sacro e alla necessità di porre le donne oltre il ruolo di madri e custodi della famiglia, Vicki ripropone una nuova idea di femminismo. Per cui al di là del forte significato religioso di queste figure, le Dakini sono spiriti liberi per definizione. Esiste dunque una certa simmetria tra la rivendicazione della libertà materiale delle donne con quella spirituale, che rigetta il ruolo passivo e dismesso dell’essenza femminile.

A contatto diretto con la natura incontaminata, in luoghi che tutt’oggi riservano un fascino mistico, sarà dunque possibile vivere una nuova esperienza rigenerativa. Tornare a svolgere dei rituali, anche solo per celebrare il ciclo delle stagioni e della luna, non è solo un modo per affrancarsi psicologicamente, ma anche un’occasione per tornare in salute, fuggendo dalla monotonia, lo stress e le ansie del mondo moderno.

Francesca Bisbano


Locandina Convegno Sicilia Millenaria

“Sicilia Millenaria. Dalla Microstoria alla Dimensione Mediterranea”: a Montalbano Elicona dal 9 all’11 ottobre 2015

Il Convegno curato dall'Università di Messina insegna ad apprezzare la cultura come sinonimo d'identità Regionale.

Paese fecondo per l’abbondanza di beni e la pescosità dei suoi mari, la Sicilia ha sempre suscitato l’interesse di popoli antichi e moderni.

Nei “Fogli Italiani” del 1890, Karel Capek scrive : “L’influenza della cultura spagnola è l’ultima della serie, la prima è quella greca, la seconda e la terza sono saracena e la normanna, il Rinascimento l’ha sfiorata soltanto. E adesso annaffiate queste diverse componenti culturali con il sole abbagliante, con la terra africana, con un mucchio di polvere e con vegetazione bellissima e avrete la Sicilia”.

Elimi, Siculi, Sicani, Greci e Romani, Bizantini, Arabi, Normanni, Ebrei e Inglesi, testimoniano l’incredibile ricchezza culturale che fa di quest’isola uno strano e divino museo di architettura italiana. Dalla Guerra dei Vespri alla conquista Normanna, dalla Cacciata degli Arabi all’ascesa della Casa di Svevia, dal Regno d’Aragona alle dominazioni spagnola, piomentese e borbonica, fino all’Unità d’Italia, la storia della Sicilia si compone anche di vicende e fatti particolari. Singoli accadimenti, episodi sotto alcuni aspetti anomali, credenze e culture, che mutano da provncia a provincia, rappresentano il più delle volte, una fonte necessaria per ricostruire l’identità regionale. Ed è proprio la ricerca che conduce all’analisi di tante realtà, filtrate attraverso storie e mentalità locali a costituire l’oggetto del Convegno regionale: “Sicilia Millenaria. Dalla Microstoria alla dimensione Mediterranea”.

L’evento patrocinato dal Comune di Montalbano Elicona con il Dipartimento di Civiltà Antiche e Moderne dell’Università di Messina, propone un’originale ricostruzione del tessuto storico-artistico-etno-antropologico dell’ambiente isolano.
Quaranta relatori, dal 9 all’11 ottobre 2015 presso il castello svevo-aragonese Federico II, articoleranno in un’ottica comparativa, il dibattito su temi solo apparentemente lontani fra loro. Dai culti alla toponomastica, dalla cultura ebraica a quella bizzantina, dall’archeologia all’arte, all’architetttura, al diritto, alle tecniche militari di difesa, prospettive diverse mirano a cogliere la dimensione mediterranea della Sicilia antica.

Conoscere il passato diventa dunque strumento, per comprendere il presente e orientare il futuro. Così la prima settimana di ottobre nel borgo più bello d’Italia si chiude all’insegna della cutura, non più diletto per pochi eletti, ma bene che renda sempre più cosciente il cittadino dello spazio ove vive. Questo in quanto, conoscere significa anche saper apprezzare un insieme di beni comuni, che vanno garantiti per le generazioni future.

A moderare il dibattito saranno i docenti Elena Santagati, Antonio Baglio e Giuseppe Lipari, con il coordinamento di Luciano Catalioto dell’Università di Messina, mentre per l’organizzazione si ringraziano il dottor Giuseppe Pantano e lo studioso Filippo Imbesi.
I tre incontri, nel corso dei quali sarà dato spazio fra l’altro all’ubicazione del Monastero greco di contrada Sant’Elia, all’archeologia e l’astronomia dell’Argimusco a cura di Andrea Orlando, potranno essere seguiti in diretta streaming sul sito: www.innovationtv.it

Francesca Bisbano

In allegato il programma completo del convegno “Sicilia Millenaria”

Sicilia Millenaria-Montalbano Elicona 2015


Torre di luce

Estate montalbanese: gli appuntamenti nel Borgo più bello d’Italia continuano

Proseguono gli appuntamenti nel Borgo più Bello d’Italia 2015 e giugno si preannuncia un mese caldo e pieno di novità. Arte, storia, cultura ed eventi proposti in compartecipazione con la Regione Sicilia e le associazioni operanti sul territorio, daranno il via alla stagione estiva montalbanese.

Il programma si aprirà oggi 7 giugno 2015 con la XII giornata nazionale dello sport. Dopo Palermo, Ragusa, Siracusa e altre città italiane, Montalbano dedica spazio ai più giovani ed agli amanti dello sport. La manifestazione promossa dal CONI Regione Sicilia prevede prove e laboratori in discipline diverse, animazione e divertimento per sensibilizzare il grande pubblico alla lotta contro il diabete e le malattie cardiovascolari. Nella stessa giornata seguiranno la cerimonia di scopertura di una copia della targa “Borgo dei Borghi 2015” in presenza dell’on. Ardizzone, la terza edizione dell’Insabbiata, organizzata dalla confraternita del SS Sacramento e diretta da Giulio Iaccovacci con la collaborazione dei ragazzi di Montalbano, nonché l’accensione della torre di luci, simbolo dei borghi italiani. Ospiti il dottor Rocco Scimone, presidente della Soprintendenza dei Beni culturali di Messina, l’on. Marcello Greco nella duplice veste di presidente della Commissione Cultura Regione Sicilia e Vicesindaco di Montalbano Elicona, il direttore regionale della SIAE e l’ingegnere capo del Genio Civile Leonardo Santoro.

Il 13 giugno 2015 invece alle ore 19,00 nella chiesa di San Michele Arcangelo, verrà inaugurata la mostra di paramenti sacri su iniziativa di Mons. Benedetto Rotella. La mostra, che mette in evidenza l’evoluzione stilistica dell’ornato e del ricamo dal XVI al XIX secolo, sarà visitabile fino al mese di ottobre. Essa rappresenta un’occasione singolare per il Comune di Montalbano, poiché fonte di conoscenza di un passato illustre, nonché testimonianza della presenza di una colta committenza, coadiuvata da una raffinata nobiltà e dall’ardore di un popolo, che desiderava esprimere la propria reverenza nei confronti del sacro attraverso la realizzazione di ciò che è bello. Presenta la dott.ssa Giusy Larinà. A seguire il 14 giugno a Braidi si aprirà la diciassettesima edizione dell’Infiorata con la partecipazione di Stella Giunta, miss Comuni Fioriti.

Il 21 giugno l’Associazione Giovan Guerino, presieduta dall’avv Giuseppe Spinella, organizzerà la prima Festa d’Estate. Balli, canti, spettacoli e sfilate di gruppi folkoristici animeranno le vie del borgo, impreziosite non solo dai partecipanti all’estemporanea di pittura, ma anche dagli stand della mostra di antiquariato e vintage. Il tutto accompagnato da visite guidate in paese, una degustazione di prodotti tipici delle “Terre di Montalbano” ed un concorso fotografico, che si svolgerà durante il tour in elicottero, verso le mitiche rocce dell’Argimusco.

In chiusura, giorno 28 al Castello di Federico III d’Aragona, andrà in scena lo spettacolo “Adesso parlo Io” della dott.ssa Tosi Siragusa e sponsorizzato dalla Soprintendenza dei Beni Culturali di Messina. Il progetto teatrale, presentato lo scoso 3 marzo al Castello di Spadafora, propone un’importante riflessione sulla figura e il ruolo della donna attraverso il mito e la modernità.

Per la realizzazione degli eventi eventi in programma il sindaco dott Filippo Taranto rivolge un particolare ringraziamento all’on. Ardizzone e alla Regione Sicilia.

Ipazia88


Pietre dell'Argimusco

Il Fondaco dell’Argimusco

“Un Fundagu” è l’espressione grottesca con cui ancor oggi nel dialetto montalbanese si fa riferimento ad un luogo sudicio e poco dignitoso. L’etimo è da ricollegare all’arabo “funduq” che nel medioevo indicava “una casa-magazzino” (o anche una “stalla”) per l’alloggio e l’appoggio dei mercanti, nella contrattazione delle loro merci. Col tempo il fondaco si configurò sempre più come albergo-locanda, un edificio a più piani che poteva raggiungere le dimensioni di un intero quartiere. Era anche un importante centro di scambi e negoziazioni mercantili, una dogana governata dal balivo, il giudice delle controversie economiche.

Recenti ricerche ed un articolo apparso sul Settimanale Centonove del 27 settembre 2013 di Giuseppe Pantano, hanno riportato all’attenzione collettiva una costruzione in contrada Argimusco a pochi metri dall’ingresso dell’omonimo sito megalitico. L’edificio, secondo Pantano, ubicato lungo la vecchia trazzera regia che ripercorreva i tracciati romani in direzione di via Valeria sulla costa Tirrenica, sarebbe proprio un antico fondaco medioevale.

Il fondaco dell'Argimusco

Il Fondaco dell’Argimusco

A testimoniarlo: la notizia di Isidoro Testaferrata del 1817 che vi fa espressa menzione insieme a quello del Piano di San Giovanni (al centro), la prova dell’esistenza di diritti doganali riscossi per conto dei signori feudali dai Capitoli della Catapania e della Dogana di Montalbano del 1706 (quello dell’Argimusco era un punto di passaggio obbligato per accedere alle Terre di Montalbano), nonché la vicinanza con la contrada “Colle Barriera”, la cui denominazione lascia intendere le funzioni di confine e dogana sopra citati. Si aggiunge poi una lettera del re Federico III al fratello Giacomo d’Aragona del 1308 inviata dall’Argimusco e quelle poche, ma evidenti, tracce architettoniche, che suggeriscono quale fosse la sua conformazione originale: un unico ambiente sovrastato da una volta a botte di circa 4,5 m ed un passaggio murato al centro di essa, segno della preesistenza di uno o più piani elevati.

Il tempo e gli interventi scellerati dell’uomo hanno ormai Prestatore-di-denaro-e-contadino-1531stravolto l’aspetto del fondaco dell’Argimusco, che attualmente appare come un cubo a pianta quadrata, cui si accede da una porta architravata e sovrastata da un arco ogivale in conci appena sgrossati. Nonostante ciò Pantano suppone che in passato, l’edificio somigliasse ad una torre stilisticamente collegata a quelle del Castello, la cui costruzione è attribuibile alla “fase della Contea” con Bonifacio Anglona Lancia, zio del Re Manfredi.

  Francesca Bisbano



Bosco di Malabotta

Malabotta bosco Incantato

Bosco 01Istituita con D.A. del 25 luglio 1997, la Riserva Naturale Orientata del Bosco di Malabotta si estende per 3221,95 ettari tra i Monti Nebrodi e i Peloritani. Un panorama unico, dallo straordinario valore geomorfologico, ospita nella porzione Nord-orientale il sito megalitico dell’Argimusco, mentre a 1341 m.s.l. presso Croce Mancina (la vetta più alta) è possibile scorgere i famosi “patriarchi”, esemplari ultracentenari di Cerro.

Peonie, Biancospino, Ginestra e rosa canina, compongono il Mappasottobosco, mentre una ricca e variegata flora di Felci, Pioppi Neri e Salici, costeggiano i torrenti Licopedi, Pistone e Fontanazza. Alla diversità degli ambienti corrisponde poi, una molteplicità di forme animali. Tra Gufi, Falchi, Barbagianni, Sparvieri, Martore, Volpi, Gatti Selvatici, Ghiri, Donnole,Topi Quercini, ecc ecc , con un po’ di fortuna è possibile ammirare anche il volo dell’Aquila Reale.

Molti i percorsi e le strade sterrate, punti informativi, aree attrezzate e piste ciclabili, che si prestano facilmente agli sport di montagna o anche alle semplici passeggiate, in uno scenario quasi incantato. Nel cuore di una natura pura e selvaggia è possibile ripercorrere tanto il “Sentiero dei Patriarchi” (3,5 km), dopo aver raggiunto l’ex-caserma forestale, quanto quello della “Trota” (10,5 km) che bordeggia il torrente Licopedi al centro della Riserva. A questi si affiancano il suggestivo “Sentiero di Federico II” seguito dall’imperatore per le sue battute di caccia, tra Monte Fontana Scavi e Monte Cerreto; il “Sentiero Pittari” (5,9 km)  sul versante meridionale, tra Pizzo Paolo e Punta dell’Aquila; il “Sentiero Faggita” (2 km circa) e il “Sentiero Vuturi” che aggira Monte Croce Mancia fino Portella Malpertuso, ricongiungendosi con l’ingresso di Malvagna.

Francesca Bisbano