“Magnificenza dell’arte sacra”, inaugurazione a San Michele della mostra di parati sacri da XIV al XIX secolo

La magnificenza dell'arte sacra

“Magnificenza dell’arte sacra”, inaugurazione a San Michele della mostra di parati sacri da XIV al XIX secolo

(da comunicato stampa)

Dal 13 giugno al 31 ottobre 2015 il Comune di Montalbano Elicona, in collaborazione con la Parrocchia di San Niccolò Vescovo e la Sopraintendenza di Messina, presenta “Magnificenza dell’arte Sacra”.
L’evento promosso dal parroco Mons Benedetto Rotella e dal sindaco dott. Filippo Taranto, prevede l’allestimento di una mostra di parati serici dal XVI al XIX sec nella chiesetta di San Michele Arcangelo, aperta al pubblico sabato e domenica dalle 10,00 alle 13,00 e dalle 16,00 alle 19,00. Un’esposizione unica, promossa con successo già nel 2010 per l’ottavo centenario della Basilica Maria SS Assunta, che accoglie per la seconda volta un evento culturale destinato a promuovere l’immagine di una città, ricca di fede e di arte.

Broccati, damaschi, sete e ricami, seguono un ordine cronologico, che mette in evidenza l’evoluzione stilistica dell’ornato tessile attraverso 300 anni di storia. Ventitré vesti liturgiche, distinte per caratteristiche decorative e tecniche di esecuzione (vestititi serici eseguiti a telaio ed abiti con ricami a mano), cinque dipinti di noti arcipreti siciliani, datati 1800 circa e un insieme di registri del ‘600 relativi agli aspetti economico-patrimoniali dei beni esposti, testimoniano un illustre passato, animato dalla presenza di una colta committenza ecclesiastica e dall’ardore di un popolo, che desiderava esprimere la propria reverenza nei confronti del sacro con la realizzazione di ciò che è bello.Copertina invito

Il percorso interamente rinnovato rispetto al 2010, espone parte del patrimonio artistico della Basilica Maria SS Assunta e del Santuario della Divina Provvidenza, con alcuni manufatti inediti. Le opere accuratamente illustrate ed esemplificate dai pannelli didattici, nel settore dedicato al repertorio iconografico del tessile, specificano le correnti stilistiche delle varie epoche, caratterizzate dall’impostazione del disegno delle trame : a “griglia” alla fine del Cinquecento; a “girali” e “pizzo” nella seconda metà del Seicento; “leggerezza”, “meandro” e “bizzarre” nel produttivo Settecento. Immancabile poi l’aspetto religioso-allegorico. Così nell’area dedicata al ricamo in sete policrome, spicca una pianeta con ornato floreale sviluppato a “candelabra”, raffigurante il paradiso Terrestre.

La mostra sarà ufficialmente inaugurata oggi alle 19,00 e preceduta da una conferenza della dott.ssa Giusy Larinà, presso il Santuario Maria SS della Provvidenza alle ore 18,00,  che illustrerà ai presenti la storia e le caratteristiche dei pezzi in mostra. Presenti il sindaco dott. Filippo Taranto, il Parroco Mons Benedetto Rotella, cui va un ringraziamento particolare per aver creduto ancora una volta nella diffusione dell’arte e della cultura, quale strumento di sviluppo sociale, il vicesindaco on. Marcello Greco e l’assessore allo sport, cultura e turismo Concetta Lenzo.

Il sindaco e l’amministrazione ringraziano il reverendo P. Massimo Cucinotta del Terzo Ordine Religioso per la consulenza liturgica, Luciano Buono per le ricerche documentarie, Mario Lanzo per l’allestimento, Melissa Lanzo per il progetto grafico, la dott.ssa Anna Sciacca per il coordinamento della segreteria organizzativa, Nicola Belfiore per il materiale fotografico e tutti i cittadini che hanno lavorato alla realizzazione del progetto.

Ipazia88

Basilica Maria SS Assunta


Particolare della Chiesa Santa Caterina

La Chiesa di Santa Caterina

Ricostruita nel 1344 d.C. la chiesa di Santa Caterina è tra gli elementi architettonici più significativi del borgo. Un’unica navata con la sagrestia interposta tra il presbiterio (ricavato da un antico torrione aggettante la cinta muraria) e il restante avancorpo, suggerisce una pianta complessa.

Vita di Santa Caterina

Il prospetto è quanto, invece, lascia intravedere meglio i cambiamenti intervenuti nel corso del tempo. Dal portale apparentemente romanico, ma riconducibile al gotico catalano (in stile a metà tra quello di Saint Feliu nei Pressi di Barcellona e dell’abbazia di Cati a Valencia), alle mensole e la modanatura rinascimentale, dal merlo ghibellino in antefissa, all’acroteio e le velette campanarie che fanno pendant con la merlatura del castello, l’insieme di tecniche e linee diverse, suggerisce un’incredibile armonia delle forme.

 

Santa Caterina

Santa Caterina

Indicativi ed eterogenei sono poi i segni che si sorgono all’interno dell’edificio, quali i sostegni scolpiti dalle capriate seicenteschi, i capitelli delle colonne al limite della navata con gli abachi espansi, da cui parte l’arco trionfale a scacchiera dalle modanature spigolose (come in Santa Maria dei Miracoli a Siracusa) e la volta a crociera del presbiterio, che riporta alle costruzioni federiciane. “Un piccolo manuale di storia dell’arte”, come spesso la si è appellata, che custodisce ancora intatta la pregiata statua marmorea di Santa Caterina medesima, con gli occhi rivolti al cielo prima di affrontare il crudele martirio. La scultura attribuita alla scuola del Gagini, non è la sola opera di pregio nella chiesa, poiché il parapetto dell’altare reca una “Cena Domini” della scuola di Guido Reni.

Curiosità: Qualche appassionato di storia locale ha avanzato l’ipotesi, che la Chiesa di Santa Caterina, insieme a quella dello Spirito Santo (con la quale presenta parecchie affinità architettoniche), la ricostruita Chiesa di San Michele e l’ormai rudere della Chiesa di San Biagio, per la posizione occupata, la pianta a “tau” e l’esposizione ad est, fossero state edificate sulle rovine di antichi tempi pagani, delimitanti la spianata a ridosso del borgo fortificato sulla quale poi nel 1926 fu edificata l’odierna piazza cittadina.

Francesca Bisbano