A PALAZZO ZANCA CONFERENZA STAMPA DEL SINDACO TARANTO SULL’ALTOPIANO DEI GIGANTI

Natura a Montalbano Elicona

A PALAZZO ZANCA CONFERENZA STAMPA DEL SINDACO TARANTO SULL’ALTOPIANO DEI GIGANTI

Presentazione Ufficiale del campo di volontariato che dal 1 al 15 agosto si terrà a Montalbano Elicona, per ripulire parte del Fiume Elicona

Si terrà mercoledì 2 agosto, ore 10,30, a Palazzo Zanca la conferenza stampa del sindaco Filippo Taranto sul campo di Volontariato Internazionale denominato l’Altopiano dei Giganti.

 

L’evento promosso dal C.E.A. (Centro Educazione Ambientale) Messina e dall’associazione Ramarro Sicilia, in collaborazione con ARPA Sicilia, Rete Infea Sicilia, Fondazione Unesco Sicilia e l’Ente Parco dei Nebrodi, si svolgerà a Montalbano Elicona dal 1 al 15 agosto 2017. Grazie al supporto logistico dell’amministrazione locale e del C.E.T. (Centro di Educazione territoriale) di Montalbano Elicona, i volontari si occuperanno di ripulire e ripristinare il settecentesco sentiero lastricato, che dal quartiere Serro conduce al Fiume Elicona in località Chiappazza. Da qui sarà verificata la tracciabilità di un percorso ad anello Chiappazza-Caenza, che permetta di ammirare il paesaggio e i resti di tre antichi mulini.

 

Al progetto che si autofinanzia e si svolge con le modalità tipiche del campo di lavoro volontario, hanno già aderito una quindicina di persone di età compresa tra i 5 e i 75 anni provenienti da tutta Italia e da Paesi come Spagna, Germania e Ungheria. Il percorso formativo prevede anche attività di fruizione culturale del territorio. Mercoledì 9 agosto 2017, infatti, sono previste visite alla Grotta di Santeodoro presso Aquedolci e a Sant’Agata di Militello. Lo stesso giorno i volontari saranno ospiti del Parco dei Nebrodi e incontreranno il presidente Giuseppe Antoci. Invece, sabato 12 agosto, ore 21,00, è prevista una passeggiata all’Argimusco in compagnia dell’archeostronomo Andrea Orlando, studioso e saggista dei Megaliti di Montalbano Elicona.

 

Ancora, durante la conferenza stampa sarà presentato il libro “Grani Antichi Siciliani” di Gianfranco Venora e Nello Blangiforti, con il patrocinio del comune di Montalbano Elicona, della Condotta Slow Food Nebrodi presieduta da Angelo Pedano, dal CEA di Messina rappresentato da Francesco Cancellieri e da Renato Carella, presidente associazione Ramarro Sicilia. Ospiti il sindaco Renato Accorinti e l’assessore all’Ambiente del Comune di Messina, sottoscrittore del Protocollo di Intesa con Arpa Sicilia per il l’istituzione del Nodo Comunale INFEA.

 

Comunicato a cura di Francesca Bisbano


Cascatella Fiume EliconaCascatella Fiume Elicona

Natale di qualità a Montalbano Elicona con il “Presepe al Fiume”



Per un futuro “fatto a mano”, domenica 11 dicembre, i cittadini del “Borgo dei Borghi 2015”, raccoglieranno al Fiume Elicona le pietre per costruire un presepe



Da un lato il mar Tirreno con le Isole Eolie dall’altro i monti Nebrodi, a 72 km da Messina Montalbano Elicona possiede una bellezza unica nel suo genere. Eletto “Borgo più Bello d’Italia” nell’aprile 2015 il paese, come tutti i piccoli centri italiani, vive uno spopolamento che in parte dipende dalle condizioni sfavorevoli della montagna. Così se il turismo è in crescita, la lontananza dal mare e la dipendenza da un’economia legata alla terra, il più delle volte inducono i residenti a dubitare su quanto il paese possa ancora dare.

Visibilità a parte, dove il comune ha investo in premi, riconoscimenti, progetti giovanili, sostegno alle associazioni, ospitalità diffusa e implemento di servizi come lo Sportello Regionale d’Informazioni Turistiche, per sostenere il sistema produttivo locale manca qualcosa. Qualità? Eventi? Trasporti? Marchi che tutelino la produzione di materie prime? Sistemi di supporto all’accoglienza turistica? Spazio alla creatività? E cos’altro?

Questo è quanto si sono chiesti i cittadini montalbanesi e in base alle risposte in merito elaborate, qualcuno ha pensato di ripartire dal territorio e dalle cose comuni. Il Mons Albus latino o l'”Al-Bana” del geografo Idrisi è un luogo a forte vocazione turistica, non solo per il castello, le chiese, i monumenti, il patrimonio naturale-archeologico, ma anche per la tradizione artigianale. Sebbene quest’ultima sia quasi scomparsa, non è mai tardi per riconsiderarla. Di conseguenza per iniziare a familiarizzare con l’idea di avviare un circuito di “botteghe artigiane”, domenica 11 dicembre a Montalbano sarà organizzata una passeggiata al Fiume Elicona. Lì dove un tempo si faceva il bucato, si andava a macinare il frumento presso i mulini o a far il bagno d’estate, verranno raccolti i materiali del primo presepe artigianale collettivo “made in montalbano”.

L’evento con partenza fissata alle ore 10.00, presso Palazzo Todaro e rientro previsto per le ore 16,00, è anche un’occasione perfetta per vivere a pieno il fascino della natura selvaggia.

Francesca Bisbano

In allegato il programma dell’evento:

presepe_al_fiume_montalbano


Dettaglio mulino mondo

Gli Antichi Mulini dell’Elicona

Il Mulino Mondo

Il Mulino Mondo

Nel celebre romanzo “I cari Luoghi del delitto”, Nicola Terranova revocando i giorni felici d’infanzia trascorsi sulle sponde del fiume Elicona, descrive i quattro grandi mulini che lo costeggiano : uno in calce e pietra al passo di Gambello (alimentato da una presa ad acqua a monte lungo il canalone che correva a serpentino nel declivio) e tre distanziati a valle, in corrispondenza dei principali valichi delle strade campestri.

Interno del Mulino

Interno del Mulino

Oggi i ruderi delle imponenti macchine ad acqua, appartengono alla categoria più antica di mulini presenti in Sicilia, quella “a Palmenti” costituiti da due ruote in pietra molto dura, delle quali solo una è mobile. Terranova racconta che dal “beccuccio di latta sotto la tramoggia il grano fluiva in un sottile rigagnolo nel bocchettone delle mole e veniva restituito in farina bianca e odorosa in un rivolo che via via faceva mucchio nel tinozzo”. Il grano dunque veniva fatto passare prima in un cono, tramite cui raggiungeva il centro del polverizzatore e poi attraverso lo spazio interposto tra le due ruote, per essere rotto, tagliato ed espulso radialmente a fine lavorazione.

Ciò che rimane dei mulini dell’Elicona è ormai il contrasto tra una natura isola 13vegetale rigogliosa, presagio d’inesauribili ricchezze idriche ed enormi complessi ruderizzati principalmente a causa dell’inaccessibilità di quei luoghi. (Es. il mulino di Gambello, poteva esser raggiunto solo percorrendo la mulattiera di carboniere in mezzo ai noccioleti). Rovi, edera e sterpaglie, hanno quasi inghiottito le tracce di una civiltà dedicata alla molitura dei cereali, nonché depositaria di un’antica sapienza idraulica, tramandata dai greci, innovata dagli arabi e perpetuata dai normanni.

mondo 09Definitivamente abbandonati negli anni ’60, la loro realizzazione era connessa oltre alla proprietà dell’area, anche alla disponibilità di fruire del corso d’acqua (questo perché il diritto di “salto d’acqua” era una tassa da corrispondere al Regio Demanio per la fruizione dell’acqua pubblica che animava i mulini), quanto alla capacità economica di poter garantire una regolare funzionalità delle strutture molitorie da assoggettare a riparazioni e interventi frequenti. Per tutto il Medioevo, il diritto dell’acqua disegnò la mondo 17fisionomia di un territorio gestito in un accordo di tacita condivisione tra potere regio ed ecclesiastico, dove nella spartizione entravano donazioni e regalie a nobili feudatari in cambio di servigi, rivendicate poi da eredi o successori fin oltre l’Ottocento. Quest’ultime spesso e volentieri originavano molteplici contenziosi fra i richiedenti di nuove concessioni per “il salto d’acqua” con cui alimentare i mulini in costruzione.