Montalbano tra smalti e colori (parte prima: le Casate Reali)

Montalbano tra smalti e colori (parte prima: le Casate Reali)

 

Alcuni Scudi affissi al Castello

Alcuni Scudi affissi al Castello

Nel 2013 con l’amministrazione Taranto, nasce il progetto “Montalbano, la storia, tra smalti e colori”. L’iniziativa, sorta quasi dal nulla, ripropone una singolare lettura del passato locale con l’esposizione di cento scudi araldici, indice per altro d’una ritrovata sensibilità al decoro e l’estetica urbana.

Si parte dunque dalla Casa Normanna (stemma: banda scaccata di rosso ed argento su fondo bleu), con cui inizia la storia documentata di Montalbano Elicona; segue la Casa di Svevia (stemma: aquila nera su fondo argentato) col suo rappresentate migliore Federico II, lo stupor mundi, che nel 1233 fu costretto a distruggere Montalbano insorto sotto gli stemmi Guelfi e si continua con quella dei Lancia (stemma: leone rampante nero, su campo oro, bordato di rosso ed argento), dove al conte Bonifacio Anglona Lancia, zio materno del re Manfredi, viene attribuita la fondazione della torre del Fondaco dell’Argimusco.

Vi sono ancora la Casa Reale degli Angiò (stemma: gigli d’argento in campo azzurro, sormontati dal lambello rosso), la cui dominazione è testimoniata dalla data 1270 incisa su una parete della cisterna grande del castello; la Casa Reale D’Aragona (stemma: quattro pali rosso ed oro, più due aquile sveve ai lati) emblema per eccellenza di Montalbano in forza del particolare rapporto con Federico d’Aragona, re di Sicilia; Casa degli Alagona ( stremma: sei torte nere su campo oro) e quella degli Arlotta (stemma: tre uncini d’oro in campo azzurro), che richiama l’episodio di Giovanni Arlocto (probabilmente il famoso Gian Guarino) liberatore del popolo Montalbanese, dall’autorità imposta col tradimento da Blasco Alagona.Laboratorio

Oggi è possibile ammirare l’opera di artiste locali (Elena Bisbano ed Eva Mobilia) con la direzione del Dott Giuseppe Pantano, lungo le vie del centro fin nel cuore dell’antico borgo a dimostrazione d’una tradizione, ormai da anni consolidatasi fermamente nella Festa Medievale di metà agosto, che ripropone sempre con maggiore entusiasmo le gesta degli anti signori locali.