Renata, una principessa ingiustamente condannata

Il serro

Renata, una principessa ingiustamente condannata

Da sempre in paese si vocifera dell’esistenza di passaggi segreti, che articolati in una fitta rete di gallerie scavate nella roccia, attraversano l’intero abitato.

La tradizione popolare ne colloca alcuni al castello, altri in prossimità di edifici di culto o storiche tenute nobiliari. In particolare i primi, dovevano servire come via di fuga durante gli assedi, poiché secondo Giuseppe Todaro in un saggio sul castello di Montalbano Elicona, a questi si accedeva dal mastio arabo-bizantino. In base poi alle testimonianze locali, gli stessi avrebbero collegato l’edificio alla contrada Cicero, al quartiere Giardino, al Portello (una delle quattro porte d’accesso al borgo fortificato), alla Fonte Tirone e al Convento di Sant’Antonio, abbattuto in attuazione di una legge eversiva del 1866 con cui si liquidavano i beni dell’asse ecclesiastico, avocandoli o vendendoli allo Stato.

Ancora le viuzze creerebbero un preciso circuito, che da via Federico II dirama verso la Chiesa di San Sebastiano e da Santa Caterina, all’altezza di Palazzo Minissale, conduce in quella che Nicola Terranova chiama “Sala Regia”. Un intricato ipogeo che per collocazione e struttura, ben poco condivide con l’architettura difensiva castellana e rappresenta una realtà a sé stante, riferibile forse a tempi più antichi.

La cosa più affascinante sono però le storie, che su questi passaggi si tramandano. Suggestiva è la leggenda della Principessa Renata che sempre Terranova nel romanzo “Il Paese Nascosto”, dichiara d’aver appreso durante l’esplorazione dei luoghi indicati.
La giovane apparteneva a un ramo collaterale dei Principi di Roccafiorita e legataria del marchesato di Lìmina, ne avrebbe ereditato il dominio al compimento della maggiore età. Si dice inoltre, che quei feudi erano stati affidati alla tutela di Giacomo Bonanno, duca di Montalbano, finché la principessa non fosse stata in condizione di rivendicarne il pieno diritto.

Lo stesso Giacomo, per nulla intenzionato a cedere quelle terre, che gli conferivano un sicuro vantaggio sulla costa ionica, la convocò presso di sé col pretesto di prenderla in moglie. Renata fu condotta a Montalbano, scortata dal cugino Francesco e dallo zio a capo di un gruppo di uomini in arme. La sorte però le si rivelò avversa, non appena al signore fu data notizia di una rivolta a Messina. Con il sospetto che anche nei feudi di Roccafiorita, non distanti da questa, potessero nascondersi dei traditori, Giacomo ordinò che la scorta della principessa prendesse la via del ritorno. Renata invece sarebbe rimasta al castello in compagnia della zia, finché zio e cugino non provarono a liberarla. I due furono catturati e condannati, dopo che i soldati sottoposti a tortura ammisero l’esistenza del complotto.

Così la vicenda, divenuta affare di Stato, si conclude col sacrificio della giovane principessa. Quasi con tocco manzoniano, la bella Renata per amor dei congiunti rinuncia ai suoi beni e col nome di Suor Geltruda, prende i voti nell’Abbazia “Santa Maria della Noara”.

Francesca Bisbano

Santa Caterina


Montalbano Elicona: continua la rassegna di eventi per la terza settimana di agosto 2015

Tra arte, storia, musica e animazioni nel borgo, a Montalbano Elicona proseguono le Feste Aragonesi. Dopo il successo della “Scacchiera Vivente” con il racconto popolare del Vespro di Michele Amari, l’entusiasmo dei giochi per il Palio dei Quartieri, le performance della Compagnia Batarnù, la convivialità del mercato, le botteghe e il buon vino di Cena Medievale Sicilia, Re Federico s’accinge ad entrare in città.

Continuano gli appuntamenti giovedì 20 agosto alle ore 18,00 con l’ingresso della famiglia reale in “terram et castrum montis albani”, la proclamazione ufficiale del vincitore per il “Palio 2015”, la “consegna delle chiavi della città”, gli spettacoli e le acrobazie in piazza. Cunti, lettura dei tarocchi, duelli, botteghe, lancio dei coltelli e tante altre imperdibili esperienze, mercoledì 19 agosto verranno riproposte insieme ad uno spettacolo dell’artista del tamburo Fabrizio Fazio, dopo l’incontro con i “Tarocchi e la Loro Simbologia” di Lidia Papotto.

Cresce intanto l’interesse per il “Montalbano Mistico Fest“, che a discapito del vento e la pioggia d’inizio settimana, ha ricevuto notevoli consensi presso lo stand di corso Principe Umberto. Grande soddisfazione del team e di Fabio Bagnasco, ideatore e promotore della raccolta fondi, per la risonanza che l’iniziativa sembra avere in Italia e all’estero. Tanti i privati cittadini, gli operatori culturali, attori, registi, creativi, appassionati e cultori di varie discipline umanistiche, che scoprono per la prima volta Montalbano Elicona e sono colpiti dalla singolarità del progetto. Un festival “che si finanzia dal basso” e rappresenta il vero motore per la valorizzazione del territorio, in quanto non produce solo turismo relazionare, d’élite, ma crea le condizioni, perché un sito venga percepito per la sua specificità. Montalbano Elicona, come dichiara Bagnasco sui social, possiede tutti i requisiti necessari, per candidarsi a luogo privilegiato di sperimentazione e d’investimento delle risorse, che i primi passi del Mistico Fest dimostrano.

La strada Letteraria Nicola Terranova

La strada Letteraria Nicola Terranova

Si preannuncia così una settimana ricca d’eventi, con il corteo storico che giovedì sfilerà in paese, seguito venerdì 21 agosto dall’inaugurazione della Strada Letteraria Nicola Terranova e la prima edizione della Festa del Pane. Il primo è un progetto istituito con delibera della giunta municipale del novembre 2014 e curato da Enzo Ruggeri, Carmelo Mobilia e Anna Sciacca, per ricordare chi ha tentato la ricostruzione completa della storia di Montalbano. Il secondo invece, promosso dall’associazione Culturale Giovan Guerino è un omaggio ai riti e le usanze della mietitura. Durante la manifestazione i visitatori potranno vivere in prima persona, le fasi della “Pisatura” e la “Trebbiatura” col calpestio con i cavalli, che guidati da mani sapienti gireranno in tondo, pigiando le “gregne gravide” di biondo frumento.

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Tholos

Thòlos o Cubburi

Piccole e semplici costruzioni, simili ad igloo eschimesi, sorgono ancor oggi nelle contrade: Preda, Monte Castellazzo, Piano Danzi, Portella Zilla, Polverello, Taffuri, Pellizzaro e Monte delle Cerase.
Un tempo adibite a ricovero per i pastori, prendono il nome di “cubburi” (dal latino “cubescere”) o “tholos” (dal greco “cupola”) in quanto costituite da un ambiente unico concluso a cupola.

Dal punto di vista architettonico si contraddistinguono per la presenza di muri perimetrali (generalmente a secco), che assumono funzione portante, il vano d’ingresso con una (o due) architravi, poggianti sulla muratura perimetrale, la pseudo cupola di copertura e le nicchie interne. Ogni elemento contribuisce a ricreare una struttura circolare compatta, che la vegetazione spontanea mimetizza, anche a breve distanza, facendole risultare come un elemento integrante del paesaggio rurale di quest’area dei Nebrodi.

La particolare struttura delle Thòlos è legata alla copertura: una pseudocupola, ove sull’anello superiore è appoggiata una sottile lastra a chiusura del vuoto centrale, diversa dallo statico “concio in chiave” delle cupole classiche e che segna il passaggio intermedio dal sistema trilite a quello ad arco, avvenuto in tutto il bacino del Mediterraneo in perodo pre-preco. Studi e analogie riscontrate con le architetture minoico-micenee, ne fanno presuppore l’origine antichissima, ma l’attuale conformazione non lascia spazio a dubbi sulla presenza di molteplici interventi e manipolazioni susseguitesi nel tempo. Che si tratti di monumenti funerari o meno, come lascia intuire il signifcato del nome, lo storico Nicola Terranova accosta la crescita esponenziale nell’allestimento di Thòlos alla presenza degli arabi in territoro montalbanese, quando nel 1154 d. C. con la morte di Ruggero II, furono costretti a rifugiarsi sulle montagne.

Nel 2000 un accordo programmatico tra le amministrazioni comunali di Montalbano Elicona, San Piero Patti, Raccuia e Floresta, conduce all’avvio di un progetto per il recupero dei suddetti edifici. Così i lavori ultimati nel 2008 hanno restituito alla memoria dell’uomo 80 thòlos, inserite in un circuito tematico volto allo sviluppo del turismo rurale. Percorrendo dunque un sistema di sentieri segnati da apposita segnaletica e cartellonistica informativa, il visitatore potrà agevolmente raggiungere i punti indicati e orientarsi nelle aree interessate delle costruzioni.
Ciascuna Thòlos poi ha una scheda di catalogazione, che riporta la documentazione fotografica della costruzione e ne riassume le caratteristiche principali ai fini della salvaguardia.

Alcuni esempi di Thòlos, presenti nel Comune di Montalbano Elicona (Contrada Preda e Polverello) :

Tholos Preda UnoTholos Polverello

Francesca Bisbano

Link esterni:

  • Escursioni tra i cubburi (dal sito Escursioni Nebrodi Peloritani, con una mappa delle Tholos e altre informazioni)
  • Brochure di un progetto di “itinerario” tra i cubburi.